Oggi un breve post in cui vi mostro come ho realizzato un paio, anzi due, di orecchini chandelier. Chiamarlo tutorial mi sembrava pretenzioso, diciamo che è più uno step by step della nascita degli orecchini chandelier che ho già pubblicato finiti su Facebook ed Instagram.
Gli orecchini sono stati realizzati su commissione per Manuela e la linea guida era il colore che doveva essere rosso/arancio, forma e dimensioni erano a mia libera scelta. Avevo dei dubbi sulla dimensione perciò ne ho realizzato due versioni simili in misure diverse. L'idea di pubblicare le fasi di lavorazione mi è venuta perchè le avevo documentate ed inviate a due care amice (Sabry e Ary :*) proprio mentre li stavo facendo. Perciò, visto che le foto c'erano già, ho pensato che sarebbe stato interssante farne un post.
Sono partita disegnandoli ed usando il colore per avere un'idea d'insieme migliore (abbiate pietà per me: non so disegnare!!). Poi ho tagliato, forato, leggermente imbutito ed infine pulito la lastra di rame prima di procedere alla smaltatura (nel bagnetto acido c'è un instruso :) ). Per la smaltura ho usato un arancio trasparente ed un rosso opaco. Come faccio per tutti gli altri orecchini ho realizzato anche le monachelle e i chiodini a pallina partendo dal filo di rame. Alla fine ho montato il tutto con mezzi cristalli e vetro rossi e dei piccoli swarovski arancio intenso. In genere non amo gli swarovski ma in questo caso li ho trovati azzeccati.
Il colore è molto caldo e vivace e la lucentezza dello smalto lo rende ancor più vivo e adattissimo all'estate. Tra l'altro uno dei colori moda dell'estate, secondo Pantone, è il Tangerine: un bel arancione vivo. Io che d'inverno vesto molto di nero però li vedo bene anche per dare un tocco di originalità ad un look total black.
Manuela ha scelto gli orechini più piccoli, nell'ultima foto le due versioni indossate. Trovate la versione ancora disponibile su Etsy e ALM oppure potete scrivermi.
A presto...
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lunedì 15 giugno 2015
Orecchini chandelier passo dopo passo
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giovedì 11 giugno 2015
L'Elogio dell'Errore
Eccomi tornata dopo mesi e mesi di assenza dal blog. Giuro che non lo volevo abbandonare per così tanto tempo...però ormai lo sapete, è inutile che mi scusi, sono fatta così! Centomila impegni e il tempo che sembra scorrere più veloce nella mia vita che in quella degli altri. Che ci volete fare?! Tenetemi così come sono...se volete.
Beh, dicevo, dopo più di due mesi di assenza forse vi aspettavate un post un po' diverso. Magari un altro racconto dei miei successi con gli smalti? E invece no! Gli smalti ci sono, i successi dipende dai punti di vista e qui bisognerebbe aprire tutta una discussione filosofica su cosa intendiamo per successo, ma lasciamo stare visto che già il titolo sembra qualcosa d'impegnativo.
Perchè "L'elogio dell'Errore"? Perchè il pezzo che vedete montato nella foto non è altro che un madornale errore con gli smalti, uscito dal fuoco diversamente da come l'avevo pensato. Però mi piace tantissimo. Il primo impatto è stato quello di delusione totale e di giramento di "girandole" per non essere riuscita a fare ciò che mi ero prefissata (retro rosso, davanti arancione brillante con spruzzate di vari colori), poi guardandolo meglio l'ho amato come si ama il proprio figlio, indipendentemente dai difetti che ha.
Per qualche giorno l'ho tenuto tra le cose incomplete pensando: "A me piace, ma è sbagliato, perciò non lo posso usare". Poi ritrovandomelo tutti i giorni sotto gli occhi e riprendendolo in mano mi sono detta: "Ma chi l'ha detto che è brutto perchè è un errore? A me continua a piacere... poi perchè lo devo considerare un errore poverino?" Allora mi sono decisa e l'ho montato con una sottile catenina Tiffany e due cristalli che richiamo i colori del pendente. Da qui è nato il mio "Elogio dell'Errore". Purtroppo, o per fortuna, la mia mente tende da sempre all'astrazione e quando mi partono i pensieri....ciao! Ma voi avete mai pensato che alcune delle cose più belle del nostro mondo sono nate da un errore e che probabilmente senza alcuni imprevisti e casualità l'umanità non sarebbe progredita? La stiamo dimenticando questa cosa perchè stiamo vivendo da troppo tempo in una società che ci vuole sempre perfetti, belli, efficienti e possibilmente non autonomamente pensanti. Invece credo sia importante tornare a comprendere il valore di uno sbaglio e il suo ruolo all’interno del cammino di formazione di ciascun individuo. Beh mi fermo qui, non vi voglio tediare oltre, anche se credo sia uno spunto interessante su cui riflettere.
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Ah dimenticavo...visto le recenti novità sulla cookie policy, che mi hanno costretta a smanettare sul layout del blog, ho aprofittato per cambiarne l'aspetto. Non ho ancora trovato una grafica che mi soddisfa perciò per il momento è molto basico.
A presto...
lunedì 16 marzo 2015
Smalti a fuoco (torch fire enamel) - Parte II
Lunedì scorso ho iniziato a raccontarvi qui della mia nuova passione per gli smalti a fuoco, mostrandovi qualche attrezzo necessario e i primi esperimenti riusciti e non.
Tutti i pezzi che vi presento oggi, come i primi pubblicati, sono stati fatti allo scopo di:
- testare la comprensione di quello che ho letto sull'argomento;
- vedere se riesco a ricreare effetti di sfumature e sovrapposizioni visti in alcune foto;
- capire se si possono mescolare i colori per crearne altri (come si fa per le tempere);
- capire come si comportano gli smalti su superfici diverse;
- come dosare la fiamma per ottenere effetti diversi.
Insomma sono ancora nella vera e propria fase della ricerca empirica perciò vedrete, anche in questa seconda parte, pezzi riusciti e pezzi con difetti evidenti.
Prima di illustrarvi le foto voglio farvi una raccomandazione perchè mi sono resa conto di essere stata alquanto incosciente: usate una mascherina con filtro e lavorate in un ambiente aerato. Non fate come me: ho fatto i primissimi esperimenti nella stanza dove lavoro di solito e senza la mascherina. E' assolutamente da incoscienti: gli smalti sviluppano dei vapori tossici. Se non si possiede un sistema di aspirazione, come nel mio caso, meglio mettersi all'aperto.
Questi sono dei pezzi imbutiti in modo da renderli leggermente
convessi. In quelli a sinistra ho applicato due tonalità di rosso:
ingrandendola si può notare l'effetto sfumato ottenuto applicando una tonalità più chiara sopra ad una più scura. In quelli di destra ho usato del bianco, del giallo e del rosso senza sovrapporli completamente gli uni agli altri. In ambo le versioni ho testato: l'applicazione in una superficie curva e gli
effetti di sovrapposizione/sfumatura.Questo pezzo, invece, l'ho fatto per capire se sovrapponendo due colori primari ne risultasse il secondario, come si fa con le tempere o acquerelli. Gli smalti non si mescolano, o per lo meno, non stratificando l'uno sull'altro i colori. Infatti si continuano a distinguere il blu e il rosso e la sovrapposizione non ha generato il viola.
In quest'altri ancora soprapposizioni di colore. Avevo creato due pezzi con l'intenzione, se fossero venuti bene, di farne degli orecchini. Gli strati sono: bianco, arancio e rosso. Putroppo uno dei due pezzi durante la stesura dell'ultimo strato si è rovinato: ho fuso troppo facendo "sbocciare" lo strato inferiore. L'errore è chiaro: fiamma troppo intensa. Ancora mescolanze di colori. In questo caso ho miscelato assieme bianco e giallo prima di fonderli, poi li ho distribuiti sulla superfice leggermente imbutita senza ricoprirla uniformemente. Il risultato, a mio avviso, non è disprezzabile. Anche se ritengo che il risultato finale sarebbe stato più piacevole mescolando al bianco un colore più scuro. I colori non si sono fusi assieme, ma si nota la "grana" di entrambi.
In questa foto due cuori tone sur tone. Ho usato un azzurro (lo stesso usato nella prima prova) e un verde acqua. L'effetto degli smalti trasparenti sovrapposti mi piace molto. Mi piace che, in alcuni punti, traspaia il rame. Anche i due cuori sono stati leggermente imbuti, ma mentre si scioglievano gli smalti, il calore ha fatto si che in uno dei due la superfice si appiattisse un po'. Non si nota molto dalla foto, ma a causa di questo difetto preferisco non farne degli orecchini. Li userò come pendenti in collane, visto che non sono piccolissimi (3,7x3 cm).
In questi ultimi tre esempi ho giocato con il colore creando delle decorazioni scure che spiccano su fondo chiaro. Nel pezzo arancio e rosso si nota bene una crepa come nelle foglie pubblicate nella prima parte.
A presto.....
lunedì 9 marzo 2015
Smalti a fuoco (torch fire enamel) - Parte I
Oggi voglio raccontarvi, illustrando le fasi della sperimentazione, la genesi della mia nuova passione/turba/mania: gli smalti a fuoco. Per non rendere il post troppo lungo e noioso ho pensato di dividerlo in due parti. Spero possa essere d'interesse per chi vuole iniziare questo tipo di esperienza.
Un po' di tempo fa, forse più di un anno, ho iniziato ad essere affascinata dai colori degli smalti a fuoco. L'attrazione è nata in modo graduale, ed è andata via via intensificandosi, peregrinando per il web. La rete è una fonte insauribile di immagini ed informazioni e farsi prendere la mano da qualcosa è un attimo: senza rendertene ben conto ti ritrovi con un nuovo pallino in testa! Ecco, credo che la mia "smalto/colore-passione" sia nata così. Sottolineo questo perchè tendenzialmente non sono molto sgargiante nelle mie creazioni o nel vestire, ma gli smalti mi hanno catturata e mi sto convertendo al colore......sarà la cromoterapia?? Perciò, nata una passione, cosa rimane da fare se non assecondarla? Ho iniziato dunque a studiare e ho fatto la scoperta, tra i tanti siti, di Painting With Fire Studio creato da Barbara Lewis che è, non solo rivenditrice di smalti Thompson, ma anche autrice di libri, tutorial e workshop dedicati all'arte dello smalto a fuoco applicato, non con il metodo tradizionale del forno, ma con il cannello: torch fire enamel. Al principio (parecchi mesi fa) la fase sperimentale è avvenuta con gli smalti Efcolor, ma non corrispondono esattamente alle mie aspettative. Mi sono ben presto resa conto che non era il prodotto che cercavo perciò li ho abbandonati subito, desiderando sempre più gli smalti Thompson. Continuavo a documentarmi quanto più possibile sulla tecnica del torch fire enamel e cercare un rivenditore italiano di smalti Thompson per evitare l'oneroso costo delle spedizioni dall'America. Nel frattempo ho fatto la conoscenza virtuale di Aldina, che già da un po' si è inoltrata nella sperimentazione degli smalti, ci siamo scambiate alcune mail per confrontarci sull'argomento e...Eureka! Mi ha dato uno dritta per acquistare gli smalti in Europa (grazie ancora Aldina). Ho acquistato qualche mese fa un po' di colori, giusto per iniziare gli esperimenti, purtroppo per questioni di salute ho dovuto accantonare il progetto e ogni tanto rimiravo con bramosia queste polverine colorate! Finalmente l'altra settimana ho iniziato a metterci mano. Non immaginate la gioia e l'entusiasmo: mi sembra di essere una bimba con il giocattolo tanto desiderato!!!
Ecco alcune immagini della fase sperimentale (chi mi segue in fb o instagram ha già avuto un'anticipazione):
un treppiedi con retina metallica che ho acquistato e un "trivet" che serve da supporto per il pezzo da smaltare (non conosco il termine in italiano), quest'ultimo non l'ho acquistato ma me l'ha gentilmente costruito il marito della mia amica Claudia :)
Di seguito i primi due esperimenti realizzati tutti su rame:
Un primo pezzo di dimensioni abbastanza ridotte e senza effetti particolari, giusto per capire come si comporta lo smalto. Si può notare come il colore cambi con l'applicazine del calore: l'azzurro vira al verde.
Con i pezzi ho già montato degli orecchini: il paziente zero dell'esperimento!
Nella seconda prova due foglie in foldforming che volevo smaltare parzialmente con effetto sfumato e di sovrapposizione di colori per capirne la mescolanza.

Ho fatto prima uno strato di verde acqua e poi uno strato di giallo chiaro
Questo secondo esperimento non è andato a buon fine in quanto, durante il raffreddamento, si sono formate delle crepe sulle smalto.

In una delle due foglie è addirittura saltato via mentre ripulivo dagli ossidi la parte non smaltata.
Una delle cose che devo studiare bene è l'intensità della fiamma, la vicinanza al pezzo e quale parte della fiamma utilizzare perchè credo che possa aver influito sul formarsi delle crepe.
Per oggi mi fermo qui. Nella seconda parte vi mostrerò altre prove con altri colori e forme.
A presto...
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