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lunedì 21 settembre 2015

Di patatine e di patine...

Quando mandate gli uomini di casa a fare la spesa succede che arrivino a casa con dei prodotti assurdi e soprattutto immangiabili, sia dal punto di vista del gusto che della salute. Mi chiedo sempre come riescano a vendere certe cose, ma si sa un bravo pubblicitario può venderti anche sua nonna incartata (cito la mia amica Ila). Insomma i suddetti arrivano a casa con un sacchetto di patatine aromatizzate al lime e pepe rosa 0_O  ricetta di un noto cuoco figo italiano. Dopo averle assaggiate i due complici acquirenti mettono il sacchetto in dispensa con la scusa che le avrebbero mangiate in un altro momento, non volendo ammettere che facevano veramente ribrezzo (caro cuoco figo italiano hai toppato!). Questa prelibatezza è rimasta in dispensa per mesi e ogni volta che tentavo di buttarla venivo fermata (solo per orgoglio) con la scusa che il cibo non si butta. Giusto, bravi, non si butta....ma quando non si può nemmeno mangiare cosa si fa? Semplice....si fanno le patine sul rame!
La patina con le patatine non l'ho inventata io, l'avevo vista già qualche anno fa su un sito americano e avevo salvato il tutorial ripromettendomi di provarla, poi nel corso del tempo l'avevo dimenticata e il ricordo è riemerso solamente durante il corso di Alessia che feci l'anno scorso proprio sulle patine. Nel tutorial si prevede l'utilizzo di patatine all'aceto (altra prelibatezza)  ma essendo l'aceto l'altro ingrediente si possono benisimo utilizzare le patatine normali o aromatizzate a quel che volete. Per le istruzioni complete vi rimando al sito qui.



Le patine che si possono ottenere sul rame e sull'ottone sono molte. Quelle più conosciute e più accessibili sono la blu e la verde detta anche verdigris, senza trascurare le patine prodotte dal calore (hot patina) che sono meravigliose.
Esistono diversi modi per colorare, come gli inchiostri appositi della Vintaj o di altre marche, che non sono vere e proprie patine ma alternative carine nel caso in cui non si voglia utilizzare prodotti chimici potenzialmente pericolosi. In questo caso la patina non produce un colore sul metallo sviluppando una reazione chimica ma "dipinge" semplicemente la superfice.
Il metallo per sua natura si presta molto bene a "prendere colore". Vederne la superfice cambiare affascina e spinge a sperimentare, ma questa brama deve rimanere negli ambiti della sicurezza perchè con certe sostanze chimiche, anche se casalinghe, non si scherza in quanto possono sviluppare reazioni pericole perciò si deve lavorare sempre con cautela (mascherina, guanti, occhiali e ambiente ben areato). Inoltre ricordo, a chi volesse improvvisarsi piccolo chimico, che anche la patina stessa una volta sviluppata è dannosa se messa a contatto diretto con la pelle perciò va protetta con un isolante.
La patina con le patatine è la più sicura in ambito di sostanze in quanto si fa semplicemente con le patatine appunto e l'aceto, ma anche questa una volta ottenuta va isolata e non messa a contatto con la pelle. Il sito da cui l'ho tratta consiglia anche di non mangiare le patatine una volta usate :)

Gli orecchini sono il risultato del mio esperimento. La patina non copre uniformemente la superficie ma rimande a chiazze, il che non è negativo, ovviamente la soddisafazione dipende sempre dalle aspettative e in questo caso le mie non erano elevate, volevo semplicemente constatare se funzionava. Ho fatto questa prova circa una settimana fa, ma ho montato i pezzi solo ieri mattina perchè non riuscivo a trovare un modo soddisfacente, poi a volte le cose avvengono così (almeno per me) istintivamente come un'illuminazione. Un semplice chiodino fatto a mano con la pallina rossa serve da elemento decorativo e da monachella.


A presto





 

giovedì 17 settembre 2015

La malachite

Le pietre mi sono sempre piaciute, non a caso ho scelto il nome Juicy Stones. Chi non sapesse ancora il motivo di questo strano nome può leggero nella mia bio. Amo tutte le pietre, addirittura i sassi, infatti anche nell'ultima (s)vacanza ne ho raccolti un po'. Questa premessa per dire che mi sono resa conto, nonostante quest'amore per le pietre, di non aver mai scritto nulla a proposito. Non sono un'esperta di pietre, è un mondo vastissimo e complesso, ma continuo ad esserne affascinata e quando scelgo una pietra per una creazione mi piace saperne qualcosa di più,  anche ad un livello spirituale o se vogliamo "magico".



Per questi orecchini embossati ho scelto delle gocce allungate di malachite, o loro hanno scelto i miei orecchini perchè le ho abbinate istintivamente. Non ho fatto prove per vedere se stava meglio con una pietra o con un'altra, come spesso faccio. A volte mi succede così: mi innamoro di una pietra e mi lascio scegliere da lei che mi accompagna per un periodo. Perciò mi è venuta l'idea di scrivere qualche informazione su ogni pietra che ho incontrato ed incontrerò sulla mia strada. 





Inizio oggi un ciclo di post dedicati alle pietre proprio con la MALACHITE

Malachite (Congo) Luc Viatour's imagine www.Lucnix.be
La malachite è un minerale della famiglia dei carbonati, si origina per alterazione di minerali di rame.
I giacimenti sono tutti quelli secondari di rame, i maggiori si trovano in Africa, in Russia, Australia e Stati Uniti,  ma ce ne sono anche in Italia: il più famoso si trova sull'isola d'Elba. Ha un colore verde intenso con striature curvilinee. Presenta una scarsa durezza ed è sensibile al calore.
Il suo nome deriva dal greco malake, ovvero “malva”, poiché ricorda il colore delle foglie della pianta. Gli Egizi la usavano per creare talismani,  i Greci e i Romani ne facevano amuleti ritenendo che proteggesse dagli infortuni. In miniera era chiamata "verdura delle rocce" proprio per il suo colore che la mette in risalto sulla roccia circostante.Veniva anche usata come pigmento pittorico, il pigmento era conosciuto con i nomi di: verde azzurro di Spagna, verde azzurro, verde tedesco, verde minerale, verde azzurro di Magna Grecia e verde d'Alemagna.

Secondo la cristalloterapia a livello spirituale la malachite ha una fortissima energia che risulta molto efficace nel proteggere dalle negatività, creando attorno a chi la utilizza una forte barriera. Aiuta a vivere le proprie emozioni senza rimanere prigionieri, a passare all'azione incentivando la modifica della propria esistenza perchè stimola la consapevolezza dei propri bisogni e dei propri desideri spingendo l’individuo a realizzarli. Favorisce la creatività e lo sviluppo dell’intuito ed è collegata al cuore, sia da un punto di vista fisico che emotivo. Appartiene all'elemento terra perciò riguarda la sfera della stabilità e del benessere (pace, equilibrio, fertilità, denaro). E' associata al Quarto chakra Anahata (“Cuore”)
La malachite è uno dei minerali che si trova citato più spesso in miti e leggende. Era considerata la pietra del paradiso e rappresentava la sensualità, la bellezza, la curiosità, il senso estetico e le arti musicali. Da sempre è un simbolo della figura femminile e in tutte le culture è stata dedicata a qualche dea: in Egitto, Hathor; in Grecia, Afrodite; nella mitologia Nordeuropea a Freya. Dagli antichi greci e dai romani veniva usata per prevenire gli infortuni: infatti, secondo la tradizione, si rompe per avvertire chi la porta di un pericolo imminente. Nel Medioevo, si credeva potesse alleviare i problemi mestruali e facilitare il parto ed era perciò nota come “pietra delle ostetriche
A livello fisico la malachite rilassa il sistema nervoso, allontana l’insonnia e la depressione. Utile in caso di dolori mestruali e durante il parto. Può contribuire alla cura delle infezioni degli organi genitali . Svolge un’azione disintossicante stimolando la funzionalità del fegato e promuove l’attività nervosa e cerebrale. Ha la proprietà di assorbire i dolori e i gonfiori, soprattutto se abbinata all’ametista.
Rafforza il cuore e il sistema circolatorio, è particolarmente indicata per chi soffre di fragilità capillare. Per il suo alto contenuto di rame completa l’azione del ferro nella produzione dei globuli rossi e stimola la rigenerazione del sangue e dei tessuti. 
Fonti:http://www.cure-naturali.it/malachite/2485
http://www.greenstyle.it/malachite-proprieta-significato-127298.html
https://it.wikipedia.org/wiki/Malachite

lunedì 31 agosto 2015

Le tragicomiche avventure di una creativa e la sua famiglia in vacanza!

Vi ricordate la vecchia pubblicità di un famosissimo tour operator italiano? Turista fai da te? No A....!? Ahi ahi ahi!!!
Ecco le nostre vacanze sono state Ahi ahi ahi!!! Fatevi quattro risate con questo racconto tragicomico delle vacanze istriane 2015 di Juicy Stones e la sua family! 


Partiamo alle ore 7.00 del 15 agosto per le nostre agognate vacanze al mare. Meta la verdeggiante Istria che conosciamo abbastanza bene e che è sempre una garanzia, se si sa dove andare, per vacanze con buon rapporto qualità prezzo (parla l'operatrice turistica che è in me!). Arriviamo alle 13 dopo 2 ore di coda alla frontiera, quaglie noi a partire il giorno di Ferragosto ma non avevamo scelta! La coda è dovuta al fatto che alla frontiera tra Slovenia e Croazia chiedono ancora di esibire il documento d'identità perché la Croazia non ha aderito al trattato di Schengen (e al cambio di moneta perché loro son stati più furbi!).
Insomma arrivati a destinazione scendiamo dall'auto e ci dirigiamo con gambe anchilosate e sorriso smagliante dal proprietario del B&B (è la 3 volta che andiamo da lui nel corso di vari anni) lui ci guarda, ci saluta, ci sorride a sua volta e ci dice: "Oh ciao (ci ha ovviamente riconosciuti)...ma avevate prenotato?". Bocche aperte e occhi sgranati. Pensiero non espresso: “Ehm...si ti pare che partiamo dal ridente paesino di Fiesso d'Artico e veniamo qua così allo sbaraglio?????”
Ad aprile avevamo inviato solita mail di prenotazione, poi ci eravamo sentiti al telefono, ma visto che era un attimo sull'indaffarato, aveva appena cambiato banca, non si ricordava l'iban e cose varie ha detto: “Tanto vi conosco non serve la caparra!!” Si bene....il problema è che non si è segnato subito la prenotazione e quando si è messo a fare i suoi programmi, non avendo la contabile a nostro nome, non si è accorto che c'era anche la nostra prenotazione e ha affittato il monolocale ad altri per 2 settimane.
Ma nessun problema! C'è la soluzione d'emergenza: due notti nella casa difronte da una affittacamere over-settanta (le così dette Zimmer) che entrava in casa in ogni momento perché ci abitava pure lei col marito in quel posto...e in ogni momento vuol dire anche alle 4 di mattina!!! Si sa gli anziani soffrono d'insonnia, e io ho il sonno leggero, perciò alle 4 mi sono presa un coccolone! Ma su è anziana, portiamo pazienza, non importa siamo in vacanza!
Nel frattempo pioggia a secchiate e sole manco a vederlo col binocolo! Dopo due notti il nostro caro B&B ci dice rammaricato che il monolocale che ci avevo promesso non ce lo può dare (chissà perché avevamo sta sensazione...) ci da un'altra stanza un po' più piccola e il cucino è nel disimpegno, in comune con altre 2 stanze, ah e ci sono anche tre rampe di scale da fare. Eh grazie.. e a sto punto che facciamo? L'alternativa è stare dalla signora insonne o tornare a casa! Eh no, a casa no, cacchiolina ! Accettiamo, felici di non dover più subire incursioni notturne. Dunque, siccome pioveva ancora a dirotto, per attraversare la strada abbiamo caricato in macchina i bagagli e via di là....al che Simone (ndr la mia dolce metà) dice “ Andiamo a fare benzina così, visto che piove, ci facciamo un giretto.”
Bene partiamo e a 7/8 km c'è il distributore. Benzina fatta, si parte. No, non si parte perché la macchina non si accende più!!!!! Morta. Encefalogramma piatto.
Per farla breve, perché breve non è stata, il benzinaio ci fa ponte con i cavi ma niente e sentenzia che non è partita solo la batteria ma anche l'alternatore. Porc....Chiama il meccanico. Atteso 4 ore, nel frattempo smette di piovere ed esce il sole. La macchina va portata in officina, perciò chiama il B&B chiedi se ti viene a prendere le valigie, che nel frattempo erano ancora in macchina, perché la dolce metà ha detto: “Ma si le scarichiamo dopo!” E intanto noi lì seduti sul marciapiede a pranzare con biscotti ai cereali e succo d'arancia, in attesa di questo meccanico che doveva arrivare subito.
Questa è la testimonianza della nostra esperienza. Notare l'ombrello da pioggia. Nessuno dei partecipanti ha voluto farsi immortalare assieme ai bagagli.

Verdetto: 2 giorni senza auto e 370 euriiiiiii di macchina perché per sostituire l'alternatore bisogna tirar giù il motore. Va beh cosa ci vuoi fare! Ci consoliamo dicendo che sarebbe successo anche a casa!
Nel frattempo continuiamo la vacanza tra pioggia e sole. Restituiscono l'auto ma alcune cose elettriche non vanno perché d'altronde ci hanno avvisato che l'auto (alfa Giulietta) è troppo moderna (???) per loro....eh si perché adesso abbiamo le navicelle spaziali in Italia!! Va bene non importa, siamo in vacanza tutto è bene quel che finisce bene! Ignari proseguiamo la vacanza ed è già arrivato giovedì, esce il sole e passiamo una bella giornata al mare. Oh finalmente un po' di relax e i nostri pensieri si fanno più positivi. Eh no! Troppo facile così....non è finita qui! Venerdì ci svegliamo con un tempo da lupi: acqua, tanta acqua e pure freschino. In attesa dell'uscita del sole che facciamo? Andiamo a visitare qualcosina: la grotta di S. Romualdo vicino al Canale di Lemme e qui per poco mio figlio si spacca una gamba scivolando dentro la grotta e cascando in pozzanghera di fango riuscendo a sporcarsi anche l'anima!
So che in questo momento siete piegati dal ridere. Lo so, lo so, anche a me vien da ridere (adesso). Fantozzi ce fà un baffo, perché non è ancora finita!
Arriviamo al nostro B&B stanchi e infangati e saliamo in camera a preparaci per la meritata cena al ristorante. Tra le altre cose non vi ho detto che il materasso era scomodo e non dormivamo proprio tanto, tanto bene....ma quello va beh è il meno...insomma salendo incrociamo un'allegra coppietta con pargoletto nuovo nuovo di soli 5 mesi!
Simone mi fa: “Ecco vedrai che stanotte non dormiamo”. Io: “Ma dai mica tutti i bambini piangono di notte, vuoi che questi sapendolo non si sarebbero presi un appartamento per conto loro!”
Ore 4.30: Ueh ueeeehhh uuueeeeeehhh uuuuuueeeeehhhh. Fino alle 7 del mattino!!!
Alle 8.30 mi alzo e vado fuori a scaldarmi l'acqua per una tisana, incrocio il neo-paparino alle prese con il biberon, che mi dice: "Scusateci per il disturbo, non sappiamo cosa dire perché non piange mai, dorme sempre tutta la notte" (E sti capperi che non piange, eravate al ristorante sotto al b&b ieri sera e ha tirato giù i muri!)
Io:”Ah pensavo foste abituati, il mio non ha mai dormito fino ai 2 anni e mezzo e piangeva sempre infatti IO NON ANDAVO DA NESSUNA PARTE, STAVO A CASA!!”
Lo so sono stata cattiva, non lo dovevo dire. Ma vi voglio vedere dopo tutte le disavventure passate! Anche padre Pio si sarebbe inacidito un po'. O no??
La notte dopo per fortuna sono stati spostati di stanza, ma sti capperi (ripeto) non piange, ogni volta che li incrociavamo c'erano le sirene spiegate!!
Finalmente pace, passiamo il sabato e la domenica a crogiolarci al sole e alla sera siamo finalmente a casa dolce casa. Cos'altro potrebbe mai succedere? Sono successe tutte! No, l'incubo non è finito! Lunedì Simone chiama il meccanico (italiano) per quelle cose elettroniche che non vanno sull'auto: a quanto pare il meccanico croato ha fatto un po' di casino, ha sostituito il pezzo inutilmente, ha addirittura tagliato dei cavi elettrici. A detta del meccanico bastava mettere una batteria apposita al tipo di auto. Abbiamo dovuto fa sistemare i danni e questo ci è costato altri 750€  o_0 

Sapete cosa vi dico? E' sempre bellissimo tornare a casa a creare, ma quest'anno ancora di più!! ◠‿◠

autoscatto con lieve abbronzatura e seghetto :)





 



E come ha detto la mia amica Ila, mentre era piegata in due dalle risate leggendo l'anteprima di questo racconto: ironia e creatività, sono la salvezza del mondo!
Un ringraziamento particolare ad Ilaria che mi ha spronato a rendere pubblica la mia storia cosicché possiate farvi quattro grasse risate anche voi.

A presto....

martedì 4 agosto 2015

A questo punto...facciamo un punto della situazione!

Il punto della situazione è...che sto facendo un sacco di cose!!
Beh direte voi, cara mia non si nota visto che (come al solito) hai abbandonato il blog! Si effettivamente da questa visuale non si percepisce quanto io sia stata produttiva in questo periodo. Perchè diversamente dalla pagina Facebook, che permette di comunicare in modo immediato, pubblicare post nel blog è più impegnativo a livello di tempo. Volendo potrei anche fare post veloci appiccicando  le foto e scrivendo una breve didascalia, ma a me così non piace, anche se il più delle volte mi sembra di parlare (scrivere) da sola......ma a me piace parlare anche da sola! Insomma o qualcuno mi fornisce di poteri soprannaturali per poter fare tutte le cose in super velocità mentre il mondo continua a scorrere al suo consueto ritmo o io nun c'ha pozz fa a far tutto! E sto punto penserete: "e cosa mai starai facendo!?" Allora vi faccio un riepilogo!

Dunque ho realizzato un po' di pezzi su commissione tra i quali questo angelo molto speciale



Ho lavorato su idea e bozzetti della cliente e quello che ne è uscito è stato questo pezzo unico dal significato particolare. E' realizzato in rame, ottone e il gancetto nascosto è in argento. Ogni parte è stata saldata. Vi avevo parlato del corso di saldatura che ho fatto a marzo da Alessia?

Poi ho proseguito nella mia pratica con gli smalti unendovi la saldatura (per la serie "le cose semplici non mi divertono")  e vi devo dire che non è cosa facile saldare su un pezzo già smaltato. Il rischio e quello di rovinare la brillantezza dello smalto o addirittura di creparlo. La procedura inversa (prima saldatura poi smalto) non è fattibile in quanto lo smalto fonde ad una temperatura più alta del materiale da apporto per la saldatura perciò si andrebbe letteralmente a sciogliere il lavoro fatto.
Questo è un'esempio di fusione delle due tecniche: un paio di orecchini in rame smaltato con ganci in argento 925 saldati che una volta indossati formano il gambo dei fiorellini.

Sempre per la serie smalti oltre a continuare con le cose più semplici (si fa per dire) come le prove colore e sfumature ho anche deciso di approfondire l'argomento ordinando uno dei libri di Barbara Lewis...che mi è arrivato proprio il giorno del mio compleanno *__* Ovviamente è in inglese, eccolo qui:


Per chi fosse interessato si trova su Amazon o sul suo negozio Etsy.

E poi per non farmi mancare nulla ho iniziato a seguire un corso di marketing, perchè se c'è una cosa in cui proprio scarseggio è la capacità di farmi pubblicità e ho scoperto che c'è una marea di cosa da sapere sull'argomento!

A presto...



sabato 21 marzo 2015

How to style Red Doodle bracelet.

Oggi il tempo non è per niente primaverile: fa freddo, il cielo è grigio ed anche umido. Bel principio di weekend!
Consoliamoci scaldando un po' questa giornata con il calore del rosso. Sul sito Polyvore ho creato questa proposta per indossare il bracciale "Red Doodle". Il bracciale è molto semplice ma femminile: laccetto rosso in ecopelle, centrale in rame anticato e un grappolo di perle di vetro.

Trovate il bracciale già disponibile su Etsy, ALittleMarket.




http://www.polyvore.com/how_to_style_red_doodle/set?id=153078911



A presto...

lunedì 16 marzo 2015

Smalti a fuoco (torch fire enamel) - Parte II

Lunedì scorso ho iniziato a raccontarvi qui della mia nuova passione per gli smalti a fuoco, mostrandovi qualche attrezzo necessario e i primi esperimenti riusciti e non.

Tutti i pezzi che vi presento oggi, come i primi pubblicati, sono stati fatti allo scopo di:
- testare la comprensione di quello che ho letto sull'argomento;
- vedere se riesco a ricreare effetti di sfumature e sovrapposizioni visti in alcune foto;
- capire se si possono mescolare i colori per crearne altri (come si fa per le tempere);
- capire come si comportano gli smalti su superfici diverse;
- come dosare la fiamma per ottenere effetti diversi.

Insomma sono ancora nella vera e propria fase della ricerca empirica perciò vedrete, anche in questa seconda parte, pezzi riusciti e pezzi con difetti evidenti.

Prima di illustrarvi le foto voglio farvi una raccomandazione perchè mi sono resa conto di essere stata alquanto incosciente:  usate una  mascherina con filtro e lavorate in un ambiente aerato.  Non fate come me: ho fatto i primissimi esperimenti nella stanza dove lavoro di solito e senza la mascherina.  E' assolutamente da incoscienti: gli smalti sviluppano dei vapori tossici. Se non si possiede un sistema di aspirazione, come nel mio caso, meglio mettersi all'aperto.



Questi sono dei pezzi imbutiti in modo da renderli leggermente convessi. In quelli a sinistra ho applicato due tonalità di rosso: ingrandendola si può notare l'effetto sfumato ottenuto applicando una  tonalità più chiara sopra ad una più scura. In quelli di destra ho usato del bianco, del giallo e del rosso senza sovrapporli completamente gli uni agli altri. In ambo le versioni ho testato: l'applicazione in una superficie curva e gli effetti di sovrapposizione/sfumatura.



Questo pezzo, invece, l'ho fatto per capire se sovrapponendo due colori primari ne risultasse il secondario, come si fa con le tempere o acquerelli. Gli smalti non si mescolano, o per lo meno, non stratificando l'uno sull'altro i colori. Infatti si continuano a distinguere il blu e il rosso e la sovrapposizione non ha generato il viola.



In quest'altri ancora soprapposizioni di colore. Avevo creato due pezzi con l'intenzione, se fossero venuti bene, di farne degli orecchini. Gli strati sono: bianco, arancio e rosso. Putroppo uno dei due pezzi durante la stesura dell'ultimo strato si è rovinato: ho fuso troppo facendo "sbocciare" lo strato inferiore. L'errore è chiaro: fiamma troppo intensa. 





Ancora mescolanze di colori. In questo caso ho miscelato assieme bianco e giallo prima di fonderli, poi li ho distribuiti sulla superfice leggermente imbutita senza ricoprirla uniformemente. Il risultato, a mio avviso, non è disprezzabile.  Anche se ritengo che il risultato finale sarebbe stato più piacevole mescolando al bianco un colore più scuro. I colori non si sono fusi assieme, ma si nota la "grana" di entrambi.





In questa foto due cuori tone sur tone. Ho usato un azzurro (lo stesso usato nella prima prova) e un verde acqua. L'effetto degli smalti trasparenti sovrapposti mi piace molto. Mi piace che, in alcuni punti, traspaia il rame. Anche i due cuori sono stati leggermente imbuti, ma mentre si scioglievano gli smalti, il calore ha fatto si che in uno dei due la superfice si appiattisse un po'. Non si nota molto dalla foto, ma a causa di questo difetto preferisco non farne degli orecchini. Li userò come pendenti in collane, visto che non sono piccolissimi (3,7x3 cm).



In questi ultimi tre esempi ho giocato con il colore creando delle decorazioni scure che spiccano su fondo chiaro. Nel pezzo arancio e rosso si nota bene una crepa come nelle foglie pubblicate nella prima parte



Per ora è tutto, proseguo con i miei esperimenti.

A presto.....




























lunedì 9 marzo 2015

Smalti a fuoco (torch fire enamel) - Parte I

Oggi voglio raccontarvi, illustrando le fasi della sperimentazione, la genesi della mia nuova passione/turba/mania: gli smalti a fuoco. Per non rendere il post troppo lungo e noioso ho pensato di dividerlo in due parti. Spero possa essere d'interesse per chi vuole iniziare questo tipo di esperienza.

Un po' di tempo fa, forse più di un anno, ho iniziato ad essere affascinata dai colori degli smalti a fuoco. L'attrazione è nata in modo graduale, ed è andata via via intensificandosi, peregrinando per il web. La rete è una fonte insauribile di immagini ed informazioni e farsi prendere la mano da qualcosa è un attimo: senza rendertene ben conto ti ritrovi con un nuovo pallino in testa! Ecco, credo che la mia "smalto/colore-passione" sia nata così. Sottolineo questo perchè tendenzialmente non sono molto sgargiante nelle mie creazioni o nel vestire, ma gli smalti mi hanno catturata e mi sto convertendo al colore......sarà la cromoterapia?? Perciò, nata una passione, cosa rimane da fare se non assecondarla? Ho iniziato dunque a studiare e ho fatto la scoperta, tra i tanti siti, di Painting With Fire Studio creato da Barbara Lewis che è, non solo rivenditrice di smalti Thompson, ma anche autrice di libri, tutorial e workshop dedicati all'arte dello smalto a fuoco applicato, non con il metodo tradizionale del forno, ma con il cannello: torch fire enamel. Al principio (parecchi mesi fa) la fase sperimentale è avvenuta con gli smalti Efcolor, ma non corrispondono esattamente alle mie aspettative. Mi sono ben presto resa conto che non era il prodotto che cercavo perciò li ho abbandonati subito, desiderando sempre più gli smalti Thompson. Continuavo a documentarmi quanto più possibile sulla tecnica del torch fire enamel e cercare un rivenditore italiano di smalti Thompson per evitare l'oneroso costo delle spedizioni dall'America. Nel frattempo ho fatto la conoscenza virtuale di Aldina, che già da un po' si è inoltrata nella sperimentazione degli smalti, ci siamo scambiate alcune mail per confrontarci sull'argomento e...Eureka! Mi ha dato uno dritta per acquistare gli smalti in Europa (grazie ancora Aldina). Ho acquistato qualche mese fa un po' di colori, giusto per iniziare gli esperimenti, purtroppo per questioni di salute ho dovuto accantonare il progetto e ogni tanto rimiravo con bramosia queste polverine colorate! Finalmente l'altra settimana ho iniziato a metterci mano. Non immaginate la gioia e l'entusiasmo: mi sembra di essere una bimba con il giocattolo tanto desiderato!!! 

Ecco alcune immagini della fase sperimentale (chi mi segue in fb o instagram ha già avuto un'anticipazione):




un treppiedi con retina metallica che ho acquistato e un "trivet" che serve da supporto per il pezzo da smaltare (non conosco il termine in italiano), quest'ultimo non l'ho acquistato ma me l'ha gentilmente costruito il marito della mia amica Claudia :)






 
un setaccio per l'applicazione degli smalti e un po' di colori per iniziare.






Di seguito i primi due esperimenti realizzati tutti su rame:

Un primo pezzo di dimensioni abbastanza ridotte e senza effetti particolari, giusto per capire come si comporta lo smalto. Si può notare come il colore cambi con l'applicazine del calore: l'azzurro vira al verde.




 




Il raffreddamento riporta il colore allo stato originale. 
Con i pezzi ho già montato degli orecchini: il paziente zero dell'esperimento!




Nella seconda prova due foglie in foldforming che volevo smaltare parzialmente con effetto sfumato e di sovrapposizione di colori per capirne la mescolanza. 

 









Ho fatto prima uno strato di verde acqua e poi uno strato di giallo chiaro

Questo secondo esperimento non è andato a buon fine in quanto, durante il raffreddamento, si sono formate delle crepe sulle smalto.












In una delle due foglie è addirittura saltato via mentre ripulivo dagli ossidi la parte non smaltata. 

Una delle cose che devo studiare bene è l'intensità della fiamma, la vicinanza al pezzo e quale parte della fiamma utilizzare perchè credo che possa aver influito sul formarsi delle crepe.

Per oggi mi fermo qui. Nella seconda parte vi mostrerò altre prove con altri colori e forme.


A presto...



domenica 22 febbraio 2015

Gli orecchini che fanno primavera

Non so voi ma io ho una gran voglia di primavera....al punto che venerdì mi sono svegliata convinta fosse il 20 marzo e non il 20 febbraio!!! Insomma qualche giornata di sole c'è stata e forse mi sono illusa talmente tanto che fosse arrivata in anticipo che ho iniziato ad aver voglia di colori e abiti primaverili. Ahimè l'illusione è durata ben poco, visto che il tempo è andato via via peggiorando, e oggi piove a dirotto!". Nei giorni passati io ho comunque iniziato a creare dei pezzi primaverili e inizio col presentarvi oggi questi orecchini pendenti, 



nulla di complicato: due semplici cerchi di rame imbuti, anticati e arricchiti da due prehniti e due piccole agate indiane rosa antico. Sono molto leggeri e hanno un bel movimento, mi ricordano uno stile un po' gitano per questo li ho chiamati "Gipsy" e visto che ora, come vi raccontavo qui, ho scoperto Polyvore ho già creato un look per loro che esprime tutta la mia voglia di primavera....forse addirittura estate!!!!
Ecco allora la mia proposta di abbinamento per gli orecchini Gipsy:


Gli orecchini sono disponibili nei negozi Etsy e ALM

A presto....











giovedì 8 gennaio 2015

Le mie vacanze di Natale

Solitamente non sento molto lo spirito natalizio, anzi non vedo l'ora che il periodo passi più velocemente possibile, quest'anno invece no: già a novembre avevo voglia di decorare casa, pregustavo l'atmosfera, pensavo a giornate in famiglia, giochi da tavolo, uscite con gli amici e naturalmente al tempo a disposizione per creare ed esercitarmi con ciò che ho imparato all'ultimo corso di Alessia, visto che finalmente sono riuscita ad acquistare finalmente il materiale per saldare! E invece la notte tra il 23 e il 24 ho inziato a star male, sembrava una semplice influenza con febbre alta invece nel giro di un giorno si è aggravata in una bronchite asmatica e la mattina del 26 sono arrivata in pronto soccorso in crisi respiratoria! Mio malgrado ho dovuto accettare le cure di cortisone (o morivo soffocata) che ho dovuto continuare anche a casa. Isomma proprio delle belle vacanze di Natale!!! Per giorni non avevo la forza di fare nulla, mi stancavo solo a scedere le scale, perciò tutta la mia idea di festeggiamenti natalizi è andata a monte, ma la cosa che mi è dispiaciuta di più è stata quella di non riuscire ad esercitarmi. Impossibile tenere il martello in mano, impossibile fare anche una monachella per orecchini. Zero!!! Ora mi sto rimettendo in forze piano piano, non sono ancora al 100% ma spero di riuscire presto a combinare qualcosa di nuovo!!
Oggi perciò inizio l'anno pubblicando qualcosina che avevo fatto in dicembre in occasione dei mercatini di Natale. Un paio di orecchini embossati al laminatoio con patina bianca e una bella goccia di amazzonite di un azzurro chiarissimo e lattiginoso. Mi piace molto l'accostamento del rame con il bianco, li trovo molto adatti sia alla stagione invernale che a quella estiva. 

 A presto...

giovedì 25 settembre 2014

Brrr che freddo è arrivato l'autunno

Ieri mattina quando ho aperto le finestre alle 7.30 ho sentito subito com'è cambiata la temperatura. Per i miei canoni è brrrrr freddo a quell'ora!! Perciò ho accantonato l'idea di mostrarvi i bracciali fatti in estate e mi è venuta voglia di fare una bella spilla da scialle/maglione pesante.....Le spille che ho fatto finora sono le cosidette shawl pin cioè spille da scialle composte da un corpo e un'asta adatte a capi fatti a maglia o uncinetto ma qualche ragazza a volte le ha scelte per indossarle anche come fermacapelli. Ieri però ho voluto provare un modello per me decisamente nuovo: la fibula. La fibula non è certo una cosa nuova, visto che le prime fibule rinvenute risalgono all'età del bronzo e oramai in rete si vedono tante belle versioni moderne, ma è nuova per me perchè fin'ora non avevo mai provato a farle. Il cambio di temperatura e l'aria frizzantina mi hnno ispirata e la prima fibula è quasi nata da sola.....raramente seguo un progetto ben definito in genere le cose nascono strada facendo! Devo dire che mi piace moltissimo la prima e quando l'ho finita mi sono resa conto che assomigliava tanto ad un passerotto, la seconda invece è più geometrica per chi ama le forme più spigolose.























A presto....

mercoledì 10 settembre 2014

Anelli

Per rimettermi in pari oggi, e nei prossimi giorni, vi mostro altri lavori che ho fatto un bel po' di tempo fa, alcuni addirittura in occasione del Festival dell'Handmade di Aprile! Altri per un mercatino a cui ho patecipato ai primi di luglio. Alcuni di questi lavori li avevo già pubblicati sulla mia pagina FB. Gli anelli che vi mostro oggi invece, non li ho mai pubblicati.. Alcuni sono realizzati unendo a scarti di rame delle piccole labradoriti, altri sono semplici anelli fascia, tutti regolabli tranne uno realizzato con filo di lame passato al laminatoio e poi modellato come a formare un solitario.
Prima di realizzare quelli a fascia in rame ne ho fatto alcuni in alluminio, sia per  "allenarmi" con le forme sia per fare un test allergico per mia cugina. Credo che lei sia una delle rare persone allergiche anche al rame! Esteticamente non mi dispiacciono anche se sono un po' troppo leggeri....ovvio che in argento sarebbero l'ideale!! Se v'interessa sapere il risultato del test è stato nessuna allergia ma un segno nero sul dito, cosa strana perchè ho provato ad indossarli anch'io ma a me non hanno lasciato segni....approfondirò questa cosa! Ovviamente non avevo messo nessun protettivo proprio per testare l'eventuale reazione allergica all'alluminio.
Quello che a me piace più di tutti è l'utima fascia nella sequenza di foto che come motivo decorativo ha i tre fori a scalare. 

Alla fascia regolabile dell'anello ho unito una piccola labradorite e avvolto il chiodino a formare un motivo decorativo.


Questo è stato realizzato unendo alla fascia regolabile una piccola labradorite ed una coppetta avanzata da un'altro lavoro











Simil-solitario in filo di rame passato al laminatoio. L'anello seppure aperto non è regolabile

Prove in alluminio di anello a fascia














 
 Semplice anello a fascia in rame con texture "a striscio" sulla superficie.


E questo è il mio preferito: a fascia liscio con tre fori di dimensioni a scalare.











 

A presto....

sabato 6 settembre 2014

Embossing e Patine

Durante il periodo di silenzio nel blog non ho avuto moltissimo tempo da dedicare allo studio dei metalli, nuove tecniche e sperimentazioni, perciò mi sono limitata a produrre alcuni pezzi su commissione utilizzando tecniche già collaudate. Infatti è da mesi che ho in casa il materiale per saldare ma ancora non sono riuscita a fare delle prove!
A luglio poi mi sono stati commissionati da Elisa, una delle mie più fedeli clienti e promoter (perché lei mi fa un sacco di pubblicità), due paia di orecchini. Gli orecchini erano per due persone con caratteristiche e gusti cromatici differenti perciò ho voluto creare qualcosa che fosse "su misura" per ognuna di loro e allo stesso tempo approfittare per mettere in pratica quanto imparato nell'ultimo workshop tenuto da Alessia su patine, embossing ed incisione (si sono Beads and Tricks addicted....oramai la malattia è conclamata!!!). Elisa mi aveva dato solo due punti fermi: il viola per la ragazza  mora, il verde per la ragazza bionda.
Ho fatto prima uno schizzo, che alla mia cliente è piaciuto molto, e poi quando sono passata alla creazione. Che ne dite? Il lavoro di per se è di più semplice realizzazione di quello che si possa pensare, però l'effetto finale è molto d'impatto.

(la foto del disegno non è venuta proprio benissimo)


I cuori verdi con patina verde e agata striata li ho chiamati "Iranda" per il colore brillande che mi ricorda i prati di questa terra.






 












Mentre i chandelier con patina viola e ametiste mi ricordano molto le atmosfere bollywoodiane perciò "India" per loro ci stava bene.


A presto...

sabato 29 marzo 2014

Negli ultimi giorni ho realizzato tre anelli, uno dietro l'altro, ed è abbastanza insolito per me...ho un certo timore a realizzare anelli non reglolabili che non siano per me perchè ho sempre paura di sbagliare misura. Inoltre gli anelli mi piacciono semplici ma allo stesso tempo particolari e con le conoscenze tecniche a mia disposizione fare degli anelli interessanti mi sembrava un po' improbabile. Ne feci uno tempo fa, che ho tenuto per me e che mi piace molto più che altro per la pietra che ne è protagonista. Ora le mie conoscenze tecniche vanno via via progrendendo, anche si di strada ce n'è tantissimissima da fare, perciò mi sento un po' più sicura nel realizzare qualcosa che si avvicini il più possibile all'idea che ho di anello. Ed ecco, dopo aver affrancato la tecnica della cold connection, che è nato il primo anello "Alone"....si "solo" perchè ha questa bella agata verde tutta sola al centro. 


Dopo il primo fatto per me, giusto per provare, è arrivata la richiesta del gemello con kyanite.
 

E visto che la mia produzione si concentra maggiormente sugli orecchini, ho voluto proseguire la produzione settimanale con "Bend" questa volta regolabile, con due cubetti di fluorite rainbow....è strano ma mi piace un sacco anche perchè è nato per caso rigirando tra le mani uno scarto di lamina di rame usata per fare degli orecchini (tanato per cambiare) a foglia.











A presto

mercoledì 5 febbraio 2014

Rivettando

Oggi ho deciso di fotografare i lavori che ho realizzato dopo il corso Alessia di cold connections del 26 gennaio. Nonostante il tempo non sia migliorato, ha smesso un po' di piovere ma la luce non è ancora ottimale per le foto, mi sono stancata di aspettare e ho fotografato. Volevo pubblicare questi due modelli di orecchini che sono le mie prime prove di rivettatura a casa dopo appunto il corso. Un paio in ottone...che devo dire uso poco perchè non sempre mi piace, e un paio in rame.
Devo dire che rivettare mi da proprio una gran soddisfazione (forse l'ho detto già con qualsiasi nuova tecnica che abbia appreso fin ora) non solo perchè mi permette di unire più componenti assieme, ma anche perchè trovo che sia anche decorativa...e qui ve ne do prova...


Il paio in ottone l'ho chiamato Klimt perchè mi ricorda l'oro molto presente nei suoi capolavori (è un artista che adoro) ha una rivettatura di tipo funzionale in quanto serve a tenere insieme i due cerchi,  tra l'altro il cerchio più piccolo è stato un po' scurito a fiamma per creare un po' di contrasto....purtroppo nella foto non si noto molto. 
Il secondo paio in rame si chiama Bouclier ed unisce in sé la tecnica del foldforming, con cui sono state realizzate le pieghe tra l'altro non perfettamente identiche, e la rivettatura puramente decorativa in questo caso realizzata in crescendo con un rivetto in ottone, un rivetto in alluminio e un semplice foro.


A presto...